10 Pezzi Rari…

o pezzi che tutti i collezionisti vorrebbero nella propria collezione.

Molto spesso, o forse troppo spesso, riconduciamo a “Pezzi Rari” i classici e canonici pezzi visti e rivisti pù volte in altrettanti siti, blog e riviste cartacee in ambito videoludico. C’è la classica Nintendo NWC oppure qualche pezzo esotico come la Capcom CPS Changer, ma duole dirlo sono pezzi che “saltano” fuori ogni qualvolta qualcuno digita un nome ed aggiunge “rarest” o “holy grail” al suo seguito.

Tempo fa, invece, io ed il mio amico Fedeweb, incaricati di scrivere un articolo per una rivista di retrogaming italiana, facemmo una top ten delle macchine più rare e davvero poco viste o misconosciute in questo panorama. Una raccolta che sia diversa da tutte quelle già presenti in rete e che ti faccia dire wow!, ma sopratutto “mai vista!”.

Purtroppo la rivista chiuse giusto il numero prima di mandare in revisione il nostro articolo.

L’ho tenuto dentro ad un cassetto, forse con la speranza di vederlo su carta un giorno, ma forse questo giorno non arriverà mai. Pertanto mi son detto “il materiale è buono, le foto ci sono… gli anni son passati… me lo pubblicherò sul mio blogghino.

Si tratta di una classifica personale e non in “scala” di macchine esotiche e davvero poco comuni. Più che una top ten classificherei il tutto in un “palmares” di macchine “strambe” e ricercate.Buona lettura.

1 – RDI ALCYON

Creato nel 1985dal genio di Rick Dyer si tratta di un’ hardware futuristico composto da main unit una unità laser disc, tastier ed un supporto hads free formato da cuffie e microfono con comandi vocali. Liberamente ispirato al computer hal 9000 di 2001 odissea nello spazio, utilizzava un processore Z80 da 64k come memoria principale

I supporti utilizzati erano appunto i laser disc

Si stima ne siano stati prodotti solo 25 pezzi

il prezzo (per nulla competitivo) dell’epoca era di 2500$

2 – CAR MARTY

Debutta nel 1994 dai “laboratori” Fujitsu. Nato come car /portable enterteinment system, aveva ingressi microfono e tastiera, ospita in un alloggiamento dedicato le schede di navigazione. Corredato poi di antenna gps e telecomando, diventava il navigatore per eccellenza Come schermo lcd (il quale non ha mai fatto comparsa in vece ufficiale) poteva utilizzare qualsiasi schermo disponibile all’epoca

Supportava i cd di gioco del FM Towns.

Ne esistono 2 versioni MPV-1 dell’aprile 1994 sostituito nel novembre dello stesso anno dal modello MPV10 dove le uniche differenze sono nell’unità ottica. Inutile dire che tra prezzo al lancio e “debolezza” il primo modello prodotto risulta esser davvero raro.

3 – NAVI HI SATURN

Sulla falsa riga del Car Marty, debutta nel 1995 uno dei primissimi sistemi di navigazione – car enterteinment prodotto da Hitachi su licenza sega: si tratta di un Saturn con annesso sistema di navigazione e antenna gps e schermo lcd (venduto a parte)

utlizza i supporti sega saturn (cd rom)

Il prezzo al lancio era di 150,000 yen per la console, alla quale aggiungere 45,000 yen per lo schermo. Il totale della spesa differiva per un migliaio abbondante di yen per l’acquisto di un saturn

standard. Il navi è rimasto in produzione un solo mese e si stima che ne siano stato prodotti 2,000 pezzi

4 – CPS CHARGER

la supergun (un dispositivo per interfacciare schede arcade tal quali ai tv e poter dotare queste di pad NDR) che doveva essere l’ardua risposta da parte di Capcom a Neo Geo, con la trasposizione dei titoli arcade nel salotto di casa. La sua diffusione, limitata solo ed esclusivamente al territorio giapponese, affaincata ad un programma di diffusione tassativamente per corrispondenza direttamente da capcom, fanno di questa “console” una vera e propria chimera collezionistica.

Al lancio si poteva optare per il triple starter pack, composto da changer, arcade stick Capcom e nientepopodimeno che Street Fighter 2 a 39800 yen ed una versione leggermente più economica, ed il double starter pack composto da Cps Changer e Street Fighter 2 (dove si utilizzavano i pad del super famicom) proposto a 34800 yen.

5 – SUPERFAMICOM TV SF1

prodotto da sharp su licenza Nintendo nel 1990 solo ed esclusivamente per il mercato giapponese, si tratta di un tv con incorporato, nella parte alta, un sistema ufficiale superfamicom. La caratteristica più curiosa è che lo rende tanto ambito dai collezionisti ma anche dai puristi è quella di avere una qualità di immagine migliore di un superfamicom collegato ad un tv delle medesime caratteristiche. Il telecomando del tv, inoltre, permetteva di resettare la console premendo due pulsanti contemporaneamente, nonché la possibilità di registrare le proprie partite se collegati ad un videoregistratore. Sono stati rilasciati 2 modelli il 21G-SF1 (21 pollici) al prezzo di 133,000 yen ed il 14G-SF1 (14 pollici) al prezzo di 100,000 yen

6 – SHARP NINTENDO TELEVISION C1 NES TV

uno dei primissimi esperimenti di fusione tra home console e tv color, ha dato frutto a questo frankestein videoludico. Corpo di tv Sharp e cuore di famicom. Nato nel 1983 in Giappone ed approdato nel 1989 anche in America, questo tv performava talmente bene da avere immagini del tutto invidabili dalle riviste specializzate (tant’è che spesso usavano questa macchina per gli screenshots), complice un collegamento ad hoc creato in fabbrica. Due le versioni per questo oggetto, vale a dire 14 e 19 pollici. Prezzi al lancio pari a 93,000 yen per 14C-C1F e 145,000 yen per 19C-C1F. La sua comparsa a ridosso del tramonto della console 8 bit Nintendo, la sua diffusione geografica e la presenza della prima multicart ufficiale Nintendo (in bundle con l’acquisto) ne fanno un discreto pezzo.

7 – SEGA DIVERS 2000 CX 1

Anche Sega, a cavallo del millenio, debutta con un sistema all-in-one dremcast. Un tv color 14 pollici da una forma curiosa, un corredo fatto da controller tastiera e fotocamera. Distribuito solo nel mercato giapponese aveva una decisa rassomiglianza con un imac, ma c’è anche chi ci vede la testa di sonic. Il prezzo di 80,000 yen al lancio (stimato) non ha contribuito alla riuscita dell’operazione ed ha fatto fare a sega parecchio invenduto…. talmente tanto invenduto che ora è un pezzo ambitissimo

8 – PC ENGINE LT

Nel 1991 NEC debutta nel mercato delle home console con il suo gioiellino (il pc engine ) in versione “laptop” dotato di schermo video da 4 pollici: il pc engine LT. Come il pc engine tradizionale è anch’esso interfacciabile con l’unita cd rom, ma essendo stato lanciato solo sul mercato giapponese le hu – card non localizzate non vengono lette.

Apparso sul mercato ad un prezzo di lancio di 99,800 yen, la maggior parte erano dovute al costo dello schermo dotato anche di tv tuner, ha fatto si che la sua diffusione fosse molto limitata, accoppiata poi al fatto che non era prevista alcuna alimentazione a batterie, ma solo a rete elettrica, ne ha limitato notevolmente la diffusione ed ha fatto si che, sopratutto oggi, sia un pezzo molto ambito tra i collezionisti

9 – PC-KD836G “PC ENGINE PC”

il PC-KD836G debutta alla fine di settembre 1988 al prezzo modico di 138,000 yen. Si può paralre di lui come una evoluzione di un pc X1 Twin (per farla breve il predecessore dello sharp x 6800) . Personalmente non aveva una linea accattivante: in poche parole un monitor di un pc con casse appese (a mo di upgrade pc anni 90) e con la parte inferiore dov’era letteralmente incastonata una console pc engine, e relativa feritoia per hu-card. Il monitor però aveva la resa migliore possibile per un videogame dell’epoca, oltre al fatto di poter essere impiegato come monitor pc. A tutti gli effetti si può considerare come il primo apparecchio all in one come pc oltre che ad una vera e propria chimera collezionistica

10-SEGA MULTIMEGA

Il sega multi mega fa la sua comparsa nel 1994. In poche parole si tratta di un sega megadrive e di un mega cd in un unica console e decisamente più compatta, in nord america è nota come CDX Sega Genesis ed in Brasile come Multi Mega CDX. La console, oltre che riprodurre i giochi per il mega cd, è in grado di riprodurre cd audio, caratteristica alquanto scontata, ma che pone la console sulla fascia concorrenziale dei walkman. L’apparecchio, proprio per quest’ultima caratteristica, può funzionare sia a pile che a corrente. É doveroso menzionare la sua “convivenza” strana con la periferica 32X. Teoricamente questa può essere utilizzata con il multimega, ma a causa del fatto che va ad ostruire parzialmente l’apertura dello sportello cd, al fatto che mancava l’approvazione ultima della federal communication commission e per finire che le eventuali oparazioni di sostituzione disco di gioco, ha fatto si che Sega rilasciasse una postilla di non compatibilità. La console era venduta con pad dedicato adattatore per presa di rete e cavo di collegamento al tv. Il multimega venne prodotto in soli 5000 espemplari

menzioni, ringraziamenti e fonti:

un mega ringraziamento all’amico Fedeweb per il supporto e per avermi fatto conoscere macchine a me misconosciute

diverse ore passate a ricercare sulla rete

visione di alcuni video su youtube

un articolo che era peccato lasciare nel cassetto

la sfortuna che non sia uscito su una rivista cartacea.

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CASSAcorporation

CASSAcorporation Gaming, Retrogaming e altro ! Gioco ai videogames da quando sono piccolo, me ne innamorai utlizzando un clone di pong e da allora non ho acora smesso di giocare. Più in là negli anni, e nel tempo libero, ho deciso di scrivere un blog sulla mia passione. Gran parte degli oggetti che vedi fanno parte della mia collezione

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