Bandersnatch, un salto nell’84

Bandersnatch…

Se vi dico Bandersnatch, vi salta subito alla mente la nuovissima puntata della serie Black Mirror, quella dove si può interagire con il proprio telecomando. Ma se vi dicessi che Bandersnatch è “esistito” realmente ? Non ci credete ? Bene è il momento di raccontarvi una nuova storia!

E’ pressoché scontato che i riferimenti del film alla Imagine Software siano palesi. “saremo una fabbrica di successi” si sente nel trailer, ma questa non è che la “gufata” clamorosa del titolare di Tuckesoft, l’azienda al centro dell’episodio di Black Mirror.

Anche la frase che compare più volte nei primi minuti del film, dove un giovane programmatore, all’esecuzione del programma a cui sta lavorando, si trova con la scritta “buffer error” è degna di menzione, ma ne parleremo più avanti.

– Saremo una fabbrica di successi ! –

Lo stesso logo della Tuckersoft, se vogliamo, trova alcune similitudini con quello di Imagine Software (mettetelo girato per il dritto poi mettete una striscia bianca al centro e dovremmo esserci)

Imagine Software nasce a Liverpool, sulle ceneri di Bug-Byte (Quella di Manic Miner).

Forte dell’esperienza trascorsa di Evans, uno dei programmatori, che lavora in microdigital, uno dei primissimi negozi di computer dell’epoca, riesce ad avere un feedback diretto con i consumatori e riesce pertanto ad azzeccare esattamente ciò che il “popolo” chiede.

Conosciuta per la cura maniacale nelle realizzazioni video ludiche, tra i titoli di Imagine annoveriamo Arcadia Zzom ed Alchemist, ma ancor di più per il livello pubblicitario e mediatico delle proprie realizzazioni (anche qui involontariamente scappa la citazione con la propaganda “naturale” nata da Netflix ed il nome Black Mirror che sta dietro al film), la casa durerà solo qualche anno.

A tal ragione eccovi un interessante documentario

Anche in questo caso le similitudini e le assonanze durante il film sono sprecate; in primis quando viene fatto presente che il giovane programmatore Colin Ritman, stallone della scuderia Tuckersoft, può tranquillamente comprarsi una Lamborghini… si nota una vera somiglianza con un giovane Eugene Evans (whizz kid, che potremmo tradurre con genietto)

ed eccovi Colin Ritman

I programmatori di Imagine però, non sono solo “mangiasoldi”, hanno una grande idea in testa cioè creare una serie di giochi totalmente fuori dagli schemi, una serie di giochi che utilizzerà più memoria nella macchina ! (ed ecco un altra citazione di cui vi ho parlato qualche riga più su) venduti con dovuti sistemi del caso atti ad aumentare la ram della macchina, oltre che ad un prezzo decisamente maggiorato (30 sterline contro le 7,5 canoniche).

Si tratta di giochi chiamati Megagames, ed indovinate come si chiama il capolista per Zx Spectrum? Si proprio così ! Bandersnatch!

“Quando questi maghi dei computer vengono rinchiusi per settimane tutto può succedere. Manterranno la loro sanità mentale o, elemento più importante, riuscirai a non perdere la pazienza?

La vera storia si svolse in modo diverso, non ci fu alcun gioco ispirato da un libro game dove lo scrittore Jerome F. Davies è in realtà Jeff Minter (padre della psichedelia video ludica e personaggio che non ha bisogno alcuno di presentazioni), come non ci fu alcuna bellissima illustrazione di Oliver Frey (ve le lascio qui, nel caso vi fossero sfuggite, e vi ricordo che al momento sono acquistabili presso il suo sito)

Nella vita reale Imagine Software si trovò molto presto a gambe all’aria il progetto dei megagames venne chiuso in un cassetto e non vide mai la luce ed i programmatori furono licenziati dall’oggi al domani. La leggenda però narra che il progetto di Bandersnatch fosse già in fase avanzata, tant’è che vediamo un John Gibson (ricordate i quattro maghi ?) alle prese con il gioco su un Sinclair QL, come possiamo vedere da queste pagine di Crash (un magazine di critica video ludica) e se avete l’occhio fino la noterete anche sfogliare da Colin in una scena.

Il tracollo che Imagine si creò, a causa di campagne mediatiche non azzeccatissime, portò la società a coprirsi di debiti per centinaia di migliaia di sterline. David Lawsoncon e Ian Hethertington (l’ex direttore finanziario di Imagine) tentarono il salto fondando Finchspeed, (da qui nacque anche la Denton Desing, quella di Frankie goes to Hollywood) portandosi con se il progetto Bandersnatch.

Grazie ad una curiosa opzione, che vedeva tutti i titoli acquistati da una nuova società chiamata Ocean, ma che lasciava ala Finchspeed i diritti sui giochi, la società concluse lo sviluppo di Bandersnatch e Psycalpse (gioco per Commodore 64) fondendoli però in un unico gioco e vedendo questo venduto a sua volta da una nuova (ennesima) società, con un gufo come embelma: la Psygnosis!

Brataccas

Brataccas è ciò che oggi è quello che erano Bandersnatch e Psycalapse, oltre che al primo gioco in assoluto pubblicato da Psygnosis.

Il gioco viene rilasciato su Amiga ed Atari ST, dove su quest’ultimo se si disponeva di un monitor monocromatico modello SM 124 o SM 144 si poteva arrivare ad una risoluzione sbalorditiva (per l’epoca) di 640 x 400, tra l’altro fu uno dei pochi se non l’unico gioco all’epoca ad avere questa opzione di scelta di risoluzione.

Brataccas è un gioco basato sulle avventure di Kyne uno scienziato che sta compiendo esperimenti genetici al fine di creare super uomini, il quale scappa dal governo, il quale vuole rubare il suo esperimento per produrre super soldati. Kyne si rifugia così sull’asteroide Brataccas

In sostanza l’episodio Bandersnatch di Black Mirror, nel mio io, non ha funzionato perché innovativo, nemmeno troppo se vogliamo, basti pensare ad un gioco chiamato Night Trap, a finali multipli e lanciato nel 1990. Come ho avuto modo di leggere nei giorni successivi alla sua uscita, pare anche che spesso si è portati al bivio con scelte più o meno obbligate, ma che a loro volta lasciano parvenza di avere il controllo di tutto dalla nostra. Ma allora perché Bandersnatch ha successo? Forse lo ha perché pregno zeppo di una storia video ludica inglese che vale la pena menzionare ed approfondire.

Spero anche stavolta di aver suscitato il vostro interesse e la vostra curiosità!

CURIOSITA’

(legate all’episodio di Bandersnatch di Black Mirror ocho che ci sono spoiler)

  • l’episodio inizia il giorno 9 luglio 84, data in cui Imagine fallì

  • in una scena compare Colin che sfoglia un numero di Crash. Si tratta del numero 12 quello a cui ho inserito il link, nonchè il numero in cui viene trattato l’argomento del fallimento di Imagine Software.
  • il gioco a cui sta lavorando Colin Ritman è un riferimento all’episodio caduta libera (nose dive) che diventa Nohzdyve. Il gioco è scaricabile inquadrando il qr code che esce alla comparsa dell’easter egg, dopo di che si arriva al sito internet (ve lo lascio qui se volete) dal quale si potrà scaricare il gioco e giocare mediante emulatore di Zx Spectum.

SUGGESTS:

vi consiglio alcuni film documentari, entrare nel vivo dei concetti e della storia sopra scritta.

  • From Bedrooms to Billions (di Anthony e Niocola Caulfield)

  • Memoirs of a Spectrum Addict (di Andy Remic)

  • Memoirs of a Spectrum addict film 2 (di Andy Remic)

Eccovi le solite FONTI:

  • una bella serata passata con un amico a visionare l’episodio e riflettere su analogie e nostalgie

  • tanto tanto internet

  • un sacco di articoli interessanti

  • almeno quattro giri con Bandersnatch

siti internet consultati (detentori anche delle immagini usate )

imagine software brandersnatch – Cerca con Google
Crash Magazine Issue 12 : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive
Crash Magazine Issue 12 : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive
Stai creando Imagine Software – Wikipedia
Cos'è Bandersnatch, il videogioco che ha ispirato il film di Black Mirror
imagine software brandersnatch – Cerca con Google
Bandersnatch e Jerome F. Davies: Le cose da sapere prima di guardare Black Mirror – Chi non corre è perduto
Black Mirror: Bandersnatch (2018) – Full Cast & Crew – IMDb
DENTON DESIGNS – SHADOWFIRE 1985
Cos'è Bandersnatch? Scopriamo il misterioso gioco che ha ispirato l'episodio interattivo di Black Mirror – Justnerd.it
Limited Edition Prints – Fantasy Art of Oliver Frey – Crash, Zzap, Horror
Studio Liverpool – Monografie – Rubrica – Monografie
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CASSAcorporation Gaming, Retrogaming e altro ! Gioco ai videogames da quando sono piccolo, me ne innamorai utlizzando un clone di pong e da allora non ho acora smesso di giocare. Più in là negli anni, e nel tempo libero, ho deciso di scrivere un blog sulla mia passione. Gran parte degli oggetti che vedi fanno parte della mia collezione

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