POLYBIUS il mito

Oggi vi racconterò una storia un po’ curiosa, un po’ borderline tra la realtà, la leggenda e con un pizzico di fantasia underground. Vi parlerò di Polybius. Recentemente uscito su PS4 in versione digital downloadable, distribuito da Llamasoft e compatibile con PS VR Polybius è un omaggio di Jeff Minter ad una delle più grandiose leggende underground del mondo dei videogames.

Staccandoci un attimo dalla versione appena uscita, andiamo a scavare un po’ nel buio e vediamo cosa esce su Polybius.

 

La leggenda, o meglio le varie leggende e dicerie, dicono che il cabinet di Polybius fece la sua comparsa nel 1981 in determinate sale giochi in America, in particolare si parla di Portland in Oregone vi ci rimase per relativamente poco tempo (come nei migliori racconti). Il gioco sarebbe realizzato da una società, che comparse e sparì alla stessa velocità del cabinet in sala: la Sinneslöschen (che in tedesco significa “cancellazione dei sensi”). Il gioco, sempre stando ai racconti di chi l’avrebbe giocato (e che sono passate poi di bocca in bocca) sarebbe una sorta di Tempest (o comunque ispirato a lui) mutato in diverse fasi. Tempest fa anch’èsso la sua comparsa nel 1981. Si trattava di un gioco del tutto innovativo, ideato da David Theurer, che voleva portare l’esperienza in prima persona di uno sparatutto verticale. Sfruttava la grafica vettoriale e la tecnologia qadrascan di Atari per i colori ma sopratutto lanciava letteralmente il giocatore in una nuova dimensione. Tempest fu addirittura modificato da un proprietario di una sala giochi, detto Duncan Brown, il quale creò una versione più difficile ed avvincente chiamata tempest tube (mai riconosciuta da parte di Atari naturalmente)

Polybius prende il nome dallo storico greco antico Polibio noto per le sue affermazioni sul fatto che gli storici non dovrebbero mai narrare avvenimenti che non possano essere verificati con fonti e testimonianze e per l’invenzione di un sistema crittografico denominato Scacchiera di Polibio.

Tempest riscuote tanto successo, ma vanta anche il primato (sulle prime versioni) di causare disturbi di epilessia fotosensibile, chinetosi e vertigini. Probabilmente è qui che nasce la leggenda e / o il gioco di Polybius, magari un qualcuno che vuole porre rimedio ai problemi sopra citati, magari qualcuno che vuole creare una nuova versione del gioco, come tempest tube… chi lo sa… nelgi anni Polybius si alimenta di leggende e detti: si parla di uomini in nero che entrano nelle sale giochi, visitano il gioco, ne ricavano dati e se vanno. Si parla che che il gioco, mentre lo si gioca rilasci messaggi subliminali spingendo il giocatore a non giocare più ai videogames pittosto che diventare assiduo frequentatore delle sale giochi. C’è anche chi dice che giocando al gioco inossando occhialini 3d (quelli degli anni 70 con una lente rossa ed una blu) si ottengano punte accuminate che piombano in direzione del giocatore. In fine c’è chi sostiene che i messaggi subbliminali del gioco spingano al suicidio il giocatore piuttosto che compiere stragi di massa (come una sceneggiatura della mitica serie x file)…. Poi più nulla, la durata del gioco in sala è pari ad un anno e quindi entro l’82 tutti i cabinati che teoricamente esistevano vengono ritirati e smantellati, non si saprà più nulla del gioco, non se ne parlerà più per anni.

Diamo un occhio ad un po’ di apparizioni del gioco ( e della sua leggenda)

La prima volta che si parla di Polybius è nel 1998 da un articolo inserito su coinop.org dove compaiono screenshot di gioco (mai legittimati) e si parla della storia del cabinato (grossomodo quella che vi ho scritto sopra). Tra l’altro l’articolo e o il sito nel frattempo sono diventati irraggiungibili, ma il buon Cassa vi ha recuperato un bel riassunto:

Coinop.org explains:

“This game had a very limited release, one or two backwater arcades in a suburb of Portland. The history of this game is cloudy, there were all kinds of strange stories about how kids who played it got amnesia afterwards, couldn’t remember their name or where they lived, etc.

“The bizarre rumors about this game are that it was supposedly developed by some kind of weird military tech offshoot group, used some kind of proprietary behavior modification algorithms developed for the CIA or something, kids who played it woke up at night screaming, having horrible nightmares.

“According to an operator who ran an arcade with one of these games, guys in black coats would come to collect “records” from the machines. They’re not interested in quarters or anything, they just collected information about how the game was played.

“The game was weird looking, kind of abstract, fast action with some puzzle elements, the kids who played it stopped playing games entirely, one of them became a big anti videogame crusader or something. We’ve contacted one person who met him, and he claims the machines disappeared after a month or so and no one ever heard about them again. “

 

che tradotto suona più o meno cosi:

“Questo gioco ha avuto un rilascio molto limitato, uno o forse due unità arcade in un sobborgo di Portland. La storia di questo gioco è oscura, ci sono un sacco di storie strane a riguardo su come i ragazzi che ci hanno giocato abbiano avuto amnesia fino a non ricordarsi il loro nome o dove vivevano, ecc.

“Le bizzarre voci su questo gioco sono che probabilmente è stato sviluppato da qualche strano gruppo militare che ha usato qualche tipo di algoritmo che modifica il comportamento sviluppato per la CIA o qualcosa di simile, i bambini che ci hanno giocato si sono svegliati di notte urlando, ed avendo orribili incubi.

“Secondo un operatore che ha gestito una sala giochi con uno di questi giochi, alcuni uomini in cappotti neri sarebbero venuti a raccogliere” record “dalle macchine. Non erano ai punteggi però ma rccoglievano informazioni su come veniva giocato .

“Il gioco è strano, un tipo di azione astratta e veloce con alcuni elementi di puzzle, i bambini che hanno giocato hanno smesso di giocare agli altri giochi; uno di loro è diventato un grande anti-videogames. Una persona fferma che le macchine sono scomparse dopo un mese o poco più e nessuno ne ha mai sentito parlare di nuovo “.

Nel 2003 si ritorna a parlare del gioco (probabilmente per l’interesse suscitato negli anni precedenti) sulla rivista GameProMagazine, dove sostanzialmente si ha un ritorno di fiamma di tutta la storia tirando somme che non portano a nulla… se ne riparla e basta in parole povere.

Nel 2006 si ha una bella svolta nella storia. Un certo Steven Roach (probabilmente un nome di fantasia tant’è che esce subito un musicista su google) commenta l’articolo di qualche anno prima su coinop.org dicendo che è uno sviluppatore ed ha lavorato al progetto. Inutile dire che viene subito intercettato ed intervistato da Duane Weatherall del sito Gamepulse.co.uk (ora Bitparade.co.uk). L’intervistaè scontata e porta a poco o nulla: il gioco era su grafica vettoriale, sviluppato per conto della sinnerschlossen (società sudamericana). Il gioco a causa di un errore di programmazione / grafica da parte dei programmatori, che cercavano di creare un gioco che desse assuefazione (e quindi introiti) ottengono un prodotto che da crisi epilettiche ai giocatori; la società licenzia tutti , chiude e ritira il gioco (ma era stato pubblicato ?!?)… insomma la classica frase che dice tutto e nulla.

“[…] We were approached around 1980 by a Southern American company that shall remain nameless for legal purposes to develop an idea they had for producing an Arcade Game with a puzzle element that centred around a new approach to Video Game Graphics. […]”

Nel 2007 il sito snoopes parla ancora di Polybius ed in barba a tutti spegne gli umori ridimensionando il tutto e dicendo che nella malaugurata ipotesi che ci fosse un minimo di verità in tutto quello scoperto e parlato fino a quel punto, sarebbe stato il fatto che il governo stesse monitorando i punteggi delle sale giochi per eventuali tornacontoe che non esisteva nessun gioco maledetto e uomini in nero: nulla di più nulla di meno.

2011 il mito torna con il botto: è stata ritrovato un cabinato a Portland in Oregon di Polybius !!!

Naturalmente se vi dico che nessuno ha foto o documenti del ritrovmento, nonché che il videogames è sparito subito dopo sono troppo scontato, ma fu così.

Immagino che sia effettivamente “Sinnesloeschen” (“Sinneslöschen” usando gli umlauti tedeschi). Il mio dizionario non ha questa parola, ma separandolo, “Sinn (es)” indica “senso” o “sensoriale” come nella percezione della percezione. “Loeschen” significa “eliminare” o “cancellare”. Il mio primo pensiero è la “deprivazione sensoriale”, e che la scelta della parola “Sinnesloeschen” è leggermente idiomatica. Suppongo che potrebbe significare la cancellazione o la negazione della capacità di sensazione, che è leggermente diversa nel senso della “deprivazione sensoriale”, ma sapendo come i tedeschi fanno idiomi, la mia migliore ipotesi è che significa “privazione sensoriale”.

Il videogame, o meglio il suo fascino occulto, merita anche apparizioni sporadiche mediante vari camei nella serie dei simpson del 24 settembre 2006 intitolato Homer, ti prego, non li martellare: in una sala giochi piena di vecchi videogame degli anni settanta e ottanta, si vede sullo sfondo una cabina di Polybius che riporta ironicamente la dicitura “property of U.S. Government” (proprietà del governo degli Stati Uniti).

Anche l’albo 341 del fumetto italiano Dylan Dog, intitolato Al servizio del caos, il videogioco è chiaramente visibile in una tavola che raffigura l’interno della casa di Marcus Irvine. Il personaggio, peraltro, è modellato sulle fattezze del fumettista Alan Moore

Ultimo ma non meno importante è poi il sito www.sinnesloschen.com dove un gruppo di appassionati ha ricreato in tutto e per tutto un sito ufficiale con tanto di gioco scaricabile (e programmabile mediante password) per avere allucinazioni e messaggi subbliminali degni del gioco “originale”

Concludendo…

non posso dirvi se Polybius esista veramente o meno, posso dirvi che ha un’eredità ed una storia degna di una puntata di X Files (strano che non sia mai comparso in nessun episodio). Se dovessi esprimere un parere puramente personale (ed un filo razionale) penso che il gioco che restituisca messaggi subliminali o stati di amnesia piuttosto che malessere non esista, ma esista un esperimento geniale da parte di Atari, dove probabilmente una divisione ricerca e sviluppo voleva creare davvero un gioco innovativo, con un nome in codice e piazzandolo in alcune sale campione per valutarne l’eventuale messa in produzione (vedi i loschi figuri…. pensate se dicevano “siamo tecninci Atari..”). Purtroppo il primo esperimento non riuscì, forse troppo innovativo forse troppo acerbo. Valeva la pena cambiare il nome e ripartire da zero, in modo che nessuno ricordasse il nome di quel gioco che dava la nausea (ma era anche tanto fico da giocare), valeva la pena di creare Tempest

FONTI

una chiacchierata con un mio amico che mi ha incuriosito non poco

un videogame per Playstation 4

tanta curiosità (ancora)

tanto google (perchè ci vuole)

un pizzico di wikipedia (perchè si può sapere molto ma non tutto)

appendice

http://www.sinnesloschen.com/1.php se volete scaricarvi il gioco maledetto… io vi ho avvisato !

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CASSAcorporation Gaming, Retrogaming e altro ! Gioco ai videogames da quando sono piccolo, me ne innamorai utlizzando un clone di pong e da allora non ho acora smesso di giocare. Più in la negli anni, e nel tempo libero, ho deciso di scrivere un blog sulla mia passione.