Sony Playstation

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La PlayStation (プレイステーション Pureisutēshon?) è una console per videogiochi a 32 bit, presentata dalla Sony Computer Entertainment nel dicembre dell’anno 1994.

Oltre a permettere di giocare con titoli dedicati (su supporto CD-ROM), consente anche l’ascolto di CD audio. La console è stata così popolare da indurre a definire i giovani degli anni ’90 come la Generazione PlayStation; il suo nome è diventato sinonimo stesso di console.

Spesso si usa il termine PlayStation per riferirsi a tutte le recenti console di Sony, tuttavia per PlayStation, commercialmente, si dovrebbe intendere solo la prima versione della console. Ci si riferisce alla PlayStation anche con l’abbreviazione “PSX”, riprendendo il nome in codice usato durante la fase di sviluppo del sistema, ovvero Play Station Xperimental (abbreviato anche come PS-X).

In ogni caso, dato che nel 2003 Sony ha avviato la produzione di una nuova console effettivamente chiamata PSX (un personal video recorder basato sulla tecnologia della PlayStation 2), questa denominazione è diventata eccessivamente confusionaria. L’abbreviazione ufficiale della prima PlayStation, quindi, è PS, anche se molti continuano a chiamarla PS1 o PSX. Tuttavia, il nome interno della console è PS-X, come indicato dalla firma di identificazione degli eseguibili dei giochi commerciali, ovvero PS-X EXE. L’edizione ridisegnata della prima PlayStation, lanciata nel 2000, è invece chiamata PSone.

Sviluppo

 

Secondo alcune voci la prima idea di una PlayStation risale al 1992. Nintendo aveva cercato di lavorare con la tecnologia dei supporti magnetici sin dai tempi del Nintendo Entertainment System, ma il supporto presentava problemi. La sua natura magnetica riscrivibile lo rendeva facilmente cancellabile (causando una mancanza di durabilità) e i supporti erano a rischio pirateria.

 

Di conseguenza, quando i dettagli del CDROM/XA (un’estensione del formato CD-ROM che combina audio compresso, grafica e computer data, il tutto accessibile simultaneamente) vennero resi noti, Nintendo si interessò. Il CDROM/XA era stato sviluppato da Sony e Philips. Nintendo affidò a Sony lo sviluppo di un drive CD da collegare al Super Nintendo, provvisoriamente chiamato “SNES-CD”. Fu firmato un contratto, e il lavoro iniziò.

 

La scelta Nintendo ricadde su Sony per via di una precedente transazione: Ken Kutaragi, colui che fu poi soprannominato “Il padre della PlayStation”, aveva venduto a Nintendo la licenza per l’utilizzo del processore Sony SPC-700 come sintetizzatore del suono ADPCM a 8 canali nella console Super Nintendo grazie ad una dimostrazione di grande effetto delle capacità del processore.

 

Sony aveva inoltre pianificato lo sviluppo di una console marchiata Sony, compatibile con Nintendo, ma che sarebbe stata anche un sistema di intrattenimento domestico, in grado di leggere sia le cartucce Super Nintendo sia i dischi in formato CDROM/XA. Questo avrebbe dovuto essere anche il formato usato per i dischi del SNES-CD, così da permettere a Sony un ampio controllo nonostante Nintendo occupasse una posizione dominante nel mercato videoludico.

 

Compact Disc per Playstation dal retro Nero

 

Nel maggio 1991 lo SNES-CD stava per essere presentato al CES. Tuttavia, quando Hiroshi Yamauchi lesse il contratto del 1988 tra Sony e Nintendo, realizzò che questo permetteva a Sony un controllo completo su tutti i titoli usciti nel formato SNES-CD. Yamauchi si infuriò; ritenne il contratto inaccettabile, e cancellò segretamente tutti i piani per l’unione Nintendo-Sony nello sviluppo dello SNES-CD.

 

Invece di annunciare la loro alleanza, nel giorno del CES, Howard Lincoln rivelò che erano alleati con Philips, e intendevano abbandonare tutto il precedente lavoro che Nintendo e Sony avevano compiuto. Lincoln e Minoru Arakawa erano (ad insaputa di Sony) stati nei quartieri generali Philips in Europa e avevano stretto un’alleanza di natura diversa dalla precedente, in cui Nintendo aveva controllo totale sulle licenze delle macchine prodotte da Philips. L’annuncio fu un grande shock. Non solo fu una sorpresa per gli appassionati, ma fu visto da molti nella comunità giapponese come un tradimento che una società giapponese snobbasse un’altra società giapponese in favore di una europea.

 

Dopo il crollo del progetto d’unione, Sony considerò di fermare la loro ricerca, ma alla fine la società decise di usare quello che avevano sviluppato sino ad allora e farne una console completa. Questo portò Nintendo ad intraprendere una causa legale reclamando la rescissione del contratto e tentò, in una corte federale degli USA, di ottenere un’ingiunzione contro il rilascio della Play Station, per via del fatto che Nintendo avrebbe posseduto quel nome. Il giudice federale negò però l’ingiunzione. Pertanto, nell’ottobre 1991, la prima incarnazione della Sony Play Station fu rivelata; è stimato che ne furono prodotte circa 200.

 

Playstation con memory card vista dall’alto

 

Alla fine del 1992, Sony e Nintendo raggiunsero un accordo secondo cui “Sony Play Station” avrebbe comunque avuto una porta per le cartucce SNES, ma Nintendo avrebbe mantenuto i diritti e ricevuto i profitti dei giochi, mentre lo SNES avrebbe continuato ad usare il chip audio Sony. Tuttavia, la Sony realizzò che la tecnologia SNES stava diventando ormai obsoleta, e la nuova era di videogiochi era dietro l’angolo: il lavoro per rinnovare il progetto Play Station cominciò all’inizio del 1993, per raggiungere un nuovo livello di hardware e software; fu così rimossa la porta per la cartuccia SNES, tolto lo spazio tra i nomi, e nacque la PlayStation.

 

Lancio

 

Venne lanciata in Giappone il 3 dicembre 1994, negli USA il 9 settembre 1995, mentre in Europa arrivò il 29 settembre 1995.

Il successo commerciale

La scelta di puntare tutto sui CD si rivelò vincente, anche grazie alla scelta di far supportare alla console la lettura di CD audio che quindi trasformavano la console in un impianto stereo. Inoltre il basso costo di produzione dei CD consentiva agli sviluppatori (e alla stessa Sony) di rimettere in vendita i giochi invenduti a prezzi estremamente ridotti, traendone comunque un margine di profitto. Il fatto che il supporto per i giochi fosse un disco ottico favorì incredibilmente la duplicazione illegale a poco prezzo.

Nonostante la posizione ufficiale della Sony, che condannava formalmente la modifica non autorizzata delle proprie console, uno dei fattori dell’incredibile successo della PS1 in occidente è da attribuirsi al costo irrisorio di una modifica hardware che consentiva di utilizzare sulla macchina CD duplicati con un semplice masterizzatore, rendendo notevolmente più economico l’approvvigionamento di materiale videoludico, rispetto all’acquisto degli “originali”. In pratica se per le console rivali Nintendo 64 e Sega Saturn da parte dell’acquirente era necessario un esborso notevole per la console e una spesa continua per i giochi, per la PS questo esborso si limitava all’acquisto della console e alla realizzazione della modifica. È comunque importante sottolineare che le rendite, nel mercato delle console casalinghe, non derivano dalla vendita dell’hardware (sul quale, quasi sempre, il produttore ci rimette), ma dalle royalties sul software. È quindi assolutamente da escludere che Sony avesse mai pensato di avvantaggiarsi mettendo sul mercato una console con sistemi di protezione non all’altezza: se le vendite software non fossero state considerevoli, anche con un gran numero di unità vendute, i guadagni sarebbero stati scarsi o addirittura ci sarebbe stata una perdita.

Il successo di PlayStation è da ricercare nelle migliori prestazioni, in particolare nei videogiochi tridimensionali, che l’hardware Sony garantiva rispetto al suo concorrente Sega Saturn (tuttavia il Nintendo 64 risultò superiore ad entrambe, grazie anche alla tecnologia a 64 bit), ai costi di produzione inferiori (un vantaggio nella concorrenza sul prezzo), nella facilità dello sviluppo del software e soprattutto nelle possibilità economiche di Sony, che consentirono campagne pubblicitarie di gran lunga più efficaci e diffuse. Appena uscita, la PlayStation ebbe un boom di vendite: in soli 2 anni, dall’anno 1999 all’anno 2000, il numero di PlayStation vendute nel mondo era di 40 milioni di unità. Anche i videogiochi rilasciati erano (e sono) tantissimi, tanto da ricordare, almeno nell’immaginario, l’incredibile libreria titoli del Nintendo Entertainment System (NES).

Dato il grande successo della PlayStation, la Sony decise di non interrompere la produzione della console: continuò a venderla come PSone, una versione ridisegnata e più piccola, alla quale poi venne affiancata la nuova console, la PlayStation 2, che mantiene la compatibilità con tutti i titoli creati per la console che l’ha preceduta. La PSone è uscita di produzione nel novembre 2006.

Nel 1997 venne prodotta anche un’altra versione della PlayStation chiamata Net Yaroze. Era più costosa, di colore nero, e possedeva alcuni strumenti che consentivano agli amatori di sviluppare giochi homebrew per PlayStation. Il Net Yaroze presentava limitazioni appositamente per impedirne l’uso ai professionisti, ad esempio il gioco doveva essere più piccolo di 1 Megabyte per entrare tutto in RAM e le applicazioni create con questo kit potevano essere eseguite solo su PlayStation Net Yaroze oppure inviate e compilate dalla Sony stessa.

È noto, inoltre, che questo sistema fosse region-free, quindi in grado di far girare qualunque gioco indipendentemente da quale fosse la regione (America, Europa o Giappone) per la quale fosse stato progettato. Esisteva anche una Debugging Station, di colore blu, disponibile per le aziende che sviluppavano videogiochi e per la stampa selezionata. Questa consentiva di caricare giochi non firmati, per provare i giochi in fase di sviluppo (debug) e per recensire i giochi prima che fossero pubblicati dalla Sony.

Hardware e controller

Un control pad originale

Il primo DualShock

Esistevano anche molte periferiche o hardware di gioco che permettevano alla console PlayStation la giocabilità effettiva, tra cui:

  • Controller semplice senza levette analogiche (controller primitivo della consolle)
  • Controller DualAnalog dotato di due levette analogiche
  • Controller DualShock SCPH-1200 (ufficiale con force feedback e levette analogiche)
  • G-Con 45 (pistola che usava gli infrarossi, adatta solo per alcuni giochi)
  • Memory Card (piccolo hardware da inserire sopra le porte per collegare i controller per il salvataggio delle partite, indispensabile per completare i giochi)
  • Action replay (Trainer non ufficiale, non compatibile con la psOne e il modello 9002)
  • Multitap (Da collegare nella apposita porta del controller e giocare in più di 2)
  • The Glove Control (un guanto con tasti nelle “dita”)
  • Mouse (Un semplice “Mouse” con attacco classico da PS)

Specifiche

CPU

La scheda di sistema di una PlayStation modello SCPH1001

CPU/GTE della console

GPU della console

SPU della console

Scheda per sviluppatori

MIPS R3000A-compatible (R3051) 32bit RISC chip a 33,8688 MHz

Il chip è prodotto da LSI Logic Corp. con una tecnologia concessa da SGI. Il chip contiene il Geometry Transformation Engine ed il Data Decompression Engine.

Capacità:

  • Performance di 30 MIPS
  • Bus Bandwidth 132 Mb/s
  • Instruction Cache 4 KB
  • Data Cache 1 KB (non associative, solo 1024 bytes di mapped fast SRAM)

Geometry Transformation Engine

Si trova all’interno della stessa CPU ed è responsabile del rendering della grafica 3D.

Capacità:

  • Performance di 66 MIPS
  • 360.000 Poligoni monocromi al secondo
  • 180.000 Poligoni con texture e ombre al secondo

Data Decompression Engine

Anche questa si trova nella CPU ed è responsabile della decompressione di immagini e video.

Capacità:

  • Compatibile con i formati MPEG-1 e H.261
  • Performance di 80 MIPS
  • Connesso direttamente al Bus della CPU

Graphics Processing Unit

Questo chip gestisce la grafica bidimensionale

Capacità:

  • 16.7 milioni di colori
  • Risoluzioni da 256×224 a 640×480
  • Frame buffer modificabile
  • Colour Lookup Tables illimitate
  • Gestisce un massimo di 4000 8×8 pixel con dimensionamento e rotazione individuali
  • Può gestire più sfondi contemporaneamente
  • Gestisce luci, ombre e texture

Sound Processing Unit

Capacità:

  • Può gestire sorgenti ADPCM fino a 24 canali ed un campionamento di 44.1 kHz
  • Gestisce effetti audio digitali come:
    • Pitch Modulation
    • Envelope
    • Looping
    • Riverbero
  • Gestisce fino a 512Kb di onde sonore campionate
  • Supporta il MIDI
  • elabora file di estensione .PSF (Portable Sound Format)

Memoria

  • Principale RAM: 2 Megabyte (4 Megabyte sulla Playstation “Blu” per sviluppatori)
  • Video RAM: 1 Megabyte
  • Audio RAM: 512 Kilobyte
  • CD-Rom Buffer: 32 Kilobyte
  • Sistema operativo ROM: 512 Kilobyte
  • Le Memory card Playstation sono in formato EEPROM e raggiungono i 128 Kilobyte (15 “blocchi” di memoria)

Drive CD-ROM

Capacità:

  • Due velocità, con una capacità di lettura che raggiunge i 300 KB/s
  • XA Compliant

Dispositivi di Input/Output

  • AV Multi Out (uscita audio video analogica per il collegamento del sistema con un televisore)
  • Porta seriale (per interfacciare il sistema con un’altra PlayStation o periferiche speciali)
  • Porta parallela (o porta di espansione, non presente nei modelli 9002 e psOne e mai utilizzata ufficialmente da Sony (vedi Action Replay)
  • Link cable (permette di unire 2 o più consolle PlayStation)

Tasti PlayStation

I tasti sui controller playstation sono:

Tasti frontali

  • TriangoloTASTO.gif Triangolo
  • CerchioTASTO.gif Cerchio
  • QuadratoTASTO.gif Quadrato
  • Tastox.gif Croce (conosciuto anche come X)
  • Pad direzionale
  • Levetta analogica destra
  • Levetta analogica sinistra
  • Tasto L3 (premendo l’analogico sinistro)
  • Tasto R3 (premendo l’analogico destro)
  • Start
  • Select

Tasti dorsali:

  • R1.gif R1
  • R2.gif R2
  • L1 PS.gif L1
  • L2 PS.gif L2

Nel 2010 il designer della Sony Teiyu Goto ha rivelato che i quattro tasti triangolo, quadrato, croce e cerchio rappresentano rispettivamente una freccia direzionale (ed è infatti usato solitamente per visualizzare mappe o informazioni-guida), un foglio (nei giochi apre di solito menù e documenti) ed il sistema batsu/maru (×/○), che in Giappone è usato per dire no/sì. La posizione dei tasti del controller originale ricorda molto quella del controller del Super Nintendo e i tasti L2 e R2. Il Dualshock presenta anche le levette analogiche, concetto mutuato dal pad del Nintendo64

 

 

 

CASSAcorporation

CASSAcorporation Gaming, Retrogaming e altro ! Gioco ai videogames da quando sono piccolo, me ne innamorai utlizzando un clone di pong e da allora non ho acora smesso di giocare. Più in là negli anni, e nel tempo libero, ho deciso di scrivere un blog sulla mia passione. Gran parte degli oggetti che vedi fanno parte della mia collezione

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