SEGA DREAMCAST

Il Dreamcast, (in giapponese ドリームキャスト) è la prima console a 128 bit sviluppata, prodotta e commercializzata dalla SEGA.

Sega Dreamcast logo.png

Storia

Quando ancora la quinta generazione seguiva il suo corso, SEGA, ha inaugurato la sesta generazione di console colpendo il mercato per prima e concependo il Dreamcast come una console a 128 bit, andando oltre le 64, e creandolo con una architettura molto differente dalla complessità del Saturn (motivo del parziale fallimento di quest’ultima), con lo scopo di rendere il Dreamcast molto più versatile e semplice da programmare soprattutto per sviluppatori di terze parti.

Ma non a causa di questo SEGA non rinunciò ad implementare nel Dreamcast (oltre alle 128 bit) un notevole comparto tecnico, rispetto a ciò che ci si sarebbe potuto aspettare alla fine del secolo: il processore centrale era oltre 2 volte più potente del NEC VR300 di Nintendo 64 (la console più potente della quinta generazione, presente durante lo stesso periodo); e sempre rispetto a quest’ultimo montava una RAM circa 6 volte e mezzo più potente.

La componente grafica della console era forse quella che riusci a stupire di più. Il chip grafico di Dreamcast poteva, infatti, eleaborare: creazione volumetrica di ombre e sorgenti di luce a colori, anti-aliasing dell’intera scena, e texture mapping con correzione prospettica. Inoltre si distingueva per una particolare tecnica, nota come Hidden Surface Removal (HSR) grazie alla quale venivano renderizzati solamente i poligoni realmente visibili su schermo. Mentre le altre console di solito applicano il rendering e gli effetti a tutta le scena, comprese quindi parti che nascoste da altri oggetti su schermo non saranno mai visibili, il Dreamcast aveva la capacità di calcolare quali oggetti sarebbero stati nascosti, risparmiando quindi risorse hardware non renderizzandole. Anche l’Xbox, il GameCube e la PlayStation 2 avevano piccole integrazioni di questo tipo, ma nessuna delle 128 bit come il Dreamcast implementava un HSR così evoluto. Grazie a questa tecnica aumentava notevolmente la possibilità di costruire scene complesse anche oltre quello che sarebbe stato il limite della console.

Altra grande differenza fu il fatto che il Dreamcast usava particolari dischi, chiamati “Giga Disc” (GD-ROM), che permettevano di contenere dati fino a 1200 MByte, ovvero 1.2 Gbyte circa 500 MByte in più rispetto ai normali CD-ROM.

Il Dreamcast è stato lanciato in Giappone il 27 novembre del 1998, il 9 settembre 1999 in America (al prezzo di $199.99) e il 14 ottobre 1999 in Europa. Nonostante alcuni problemi avuti durante il lancio in Giappone, negli USA la console ottenne un ottimo successo con circa 300.000 preordini e 500.000 unità vendute in due settimane.[4] Con un milione di unità vendute nel giro di due mesi, il Dreamcast superò il record fino a quel momento detenuto dalla PlayStation, che lo aveva ottenuto in un periodo di nove mesi. In Europa le vendite si attestarono sulle 400.000 unità vendute in circa un mese dal lancio.

VMU  ovvero visual memory unit della console

Disponendo di un modem a 56k (33.6 kbit/s per la versione PAL) incorporato ed utilizzando un adattamento del sistema operativo Microsoft Windows CE, il Dreamcast è stato il primo sistema a proporre un servizio per videogiochi on-line che non obbligava l’utente ad acquistare ulteriori periferiche, oltre che a permettere una comoda connessione e navigazione in internet, anche con la possibilità di inviare e-mail usando anche la tastiera opzionale. Grazie a questa connettività, gli utenti potevano inoltre installare aggiornamenti ed upgrade per i vari giochi sulle VMU della console.

VMU  ovvero visual memory unit della console

I titoli di lancio come Soul Calibur, Sonic Adventure, Power Stone, Hydro Thunder, e i videogiochi sportivi pubblicati dall’etichetta Sega Sports furono tra i fautori del successo ottenuto durante il primo anno di vita del sistema. Grazie ad una diminuzione di prezzo e a problemi nella distribuzione della concorrente PlayStation 2, le vendite aumentarono del 156.5% tra il 23 giugno al 30 settembre del 2000, ma calarono in concomitanza delle festività natalizie, durante la quale venne superata dalla concorrente.

Il 31 gennaio 2001, SEGA annunciò che la produzione del Dreamcast sarebbe terminata a marzo dello stesso anno, adducendo problematiche per la realizzazione contemporanea di software e hardware.[10] Era chiaro dunque che, se pur minata dalla concorrenza della PlayStation 2, la Dreamcast effettivamente continuò ad avere un certo successo commerciale che trovò i propri problemi non nelle vendite, ma a causa delle gravi perdite finanziarie subite da SEGA, dopo il Saturn sulla quale investì buona parte del proprio capitale, e che ora non potevano essere risanate durante un periodo di feroce concorrenza con Sony.

Durante il 2002, SEGA abbassò il prezzo di listino del Dreamcast fino ad arrivare a 49.99$.

Nel marzo del 2003, Rayman 3: Hoodlum Havoc sviluppato da Ubisoft doveva originariamente essere rilasciato anche per Sega Dreamcast. Il progetto però, fu abbandonato presto in quanto la console in quell’anno aveva raggiunto una quotazione bassa.

Alla fine del 2007 il Dreamcast poteva vantare un catalogo ufficiale di 688 giochi

Utopia Boot Disk

una citazione deve essere fatta a questo boot disk

L’ Utopia Boot Disk è un CD creato da un gruppo di hacker chiamato Utopia.

Il software contenuto in questo CD abilita un qualsiasi Dreamcast alla lettura di GD-ROM di regione differente da quella della console (ad es. una Dreamcast PAL legge un GD-ROM NTSC) e delle copie di backup permettendo quindi di leggere i normali CD-ROM senza modificare o alterare in alcun modo i componenti interni della console.

Parallelamente a questo i primi sviluppatori indipendenti si dedicano alla creazione di emulatori (ad es. DreamSNES o BleemCast) e tanti altri software homebrew che permettono al Dreamcast la riproduzione di mp3 e video di tutti i tipi. Da sottolineare che la creazione di tutti questi software non ufficiali è stata possibile solo in seguito al lavoro di sblocco effettuato dagli Utopia.

Lo stesso gruppo di hacker scopre anche il modo di collegare il Dreamcast al PC in modo da poter estrarre e duplicare i dati dei giochi contenuti nei GD-ROM (i supporti ufficiali utilizzati dalla SEGA per il progetto Dreamcast).

Questa scoperta assieme alla diffusione del boot-disk porta ad una rapida diffusione dei giochi pirata (divenuti ormai facilmente reperibili e scaricabili in formato .iso da Internet) ed è sicuramente questa una delle principali cause che hanno portato Sega a bloccare nel 2001 la produzione di Dreamcast concludendo così la breve seppur gloriosa storia della prima console a 128 bit.

Alcune caratteristiche presenti nel Dreamcast sono state riprese dagli altri produttori di console, e considerate come standard. Il modem (incluso con la console) consentiva agli utenti di navigare in rete, di giocare on-line tramite server dedicati e acquistare DLC tramite Dreamarena, precursore di servizi come Xbox Live e PlayStation Network. Tra i titoli più significativi si possono citare Jet Grind Radio, che ha introdotto la grafica in stile cel-shading; Shenmue, uno dei titoli di punta della console, dotato di una vasta area esplorabile liberamente dal giocatore e precursore degli odierni giochi “open world”; Crazy Taxi, simulatore di guida anch’esso dotato di una giocabilità piuttosto aperta; Soul Calibur, considerato uno dei migliori picchiaduro della sua generazione.

Dreamarena

Dreamarena era un servizio di gaming online gratuito disponibile con tutte le console SEGA Deamcast prodotte in Europa. La console era venduta in bundle con un modem da 33,6 kbit/s s integrato (56 kbit/s negli Stati Uniti); si trattava di un dial-up di servizio. Dreamarena è stata creata e gestita per Sega Europe da una partnership tra ICL, BT e vari ISP (ICL ha sviluppato i siti web e software, con BT che forniva la capacità di dial-up e le infrastrutture di rete e gli ISP (uno per ogni paese) che fornivano la Internet dial-up e il servizio telefonico). Il servizio era gratuito, e il server di gioco ospitato all’interno di essa, non sarebbero potuti essere accessibili altrimenti da Internet. Dreamarena era disponibile fino all’inizio di marzo 2003.

Anche se le persone potevano modificare le impostazioni del provider di servizi Internet grazie ad giochi online come Quake III Arena, i browser europei Dreamcast DreamKey 1.0 e 1.5 non consentivano agli utenti di inserire il proprio ISP nelle impostazioni. Dopo la fine di Dreamarena, Sega ha offerto di distribuire DreamKey 3.0/3.1 come freeware dal sito Europeo di SEGA, consentendo agli utenti di sostituire il provider di servizi Internet di Dreamarena con il proprio ISP per continuare a navigare in Internet e giocare online. Tuttavia attualmente Dreamkey 3.0 non è più disponibile presso il sito web di SEGA Europe.

Specifiche Tecniche

Processore centrale Hitachi SH4.

  • Central Processing Unit
    • Hitachi SH4 da 3.2 milioni di transistor @203 MHz
    • 24 Kbyte[16] cache di primo livello
    • Performance complessiva in MIPS: 360 MIPS
    • Capacità matematica totale della CPU: 1,4 miliardi di operazioni al secondo
    • Processo di fabbricazione a 0.25 µm (micrometri)

Processore grafico NEC Videologic CLX2 PowerVR.

  • Graphics Processing Unit:
    • NEC Videologic CLX2 PowerVR @106 MHz
    • Rendering grafico di picco pari a 7 milioni di poligoni al secondo
    • Ombreggiatura a 2 Shaders di tipo non-unificato[17]
    • Z-buffering
    • Filtro lineare (bilineare e trilineare)
    • Anti-aliasing
    • Bump mapping
    • Gouraud shading
    • 16.7 milioni di colori
  • Memoria:
    • 26 MByte RAM di tipo non-unificata
      • 16 MByte RAM principale @100 MHz
      • 8 MByte VRAM dedicata al processore video @100 MHz
      • 2 MByte RAM dedicata al processore audio @63 MHz
  • Sonoro:
    • Yamaha AICA PCM a 64 canali
    • Integrazione DSP per effetti in tempo reale
  • Unità Disco:
    • GD-ROM 12xCAV
  • Comunicazione:
    • Modem 56K (incluso ed aggiornabile)

Controller

Il Dreamcast ha avuto a disposizione un gran quantitativo e varietà di controller di gioco durante la sua vita. Di seguito ne sono elencati alcuni, con a fianco il nome del produttore.

  • Gamepad
    • Dreamcast Gamepad – SEGA
    • Astropad – Performance, identico all’originale con leggere differenze estetiche
    • Quantum Fighter Pad – Interact, adatto per i Picchiaduro, si differenzia per la presenza di sei tasti (e non quattro): “A”, “B”, “C”, “X”, “Y” e “Z” e per una forma differente.
    • Dream Pad – MadCatz, un’altra versione a sei tasti, ma esteticamente più simile all’originale.
  • Joystick
    • Alloy Arcade Stick – Interact
    • Agetec Arcade Stick – Agetec
  • Volanti
    • Dream Wheel – MadCatz
    • Radius Racing Pad – Interact
    • Rally Wheel – Agetec
    • Concept 4 Racing Wheel – Interact
  • Pistole
    • Dreamcast Gun – Sega
    • Dream Blaster – MadCatz
    • Star Fire Light Blaster – Interact
  • Controller per la pesca
    • Sega Fishing Controller – Sega
    • Interact Fishing Controller – Interact
  • Controller per il ballo
    • Dance Platform
    • Dance Mat
  • Samba controller
    • SEGA Maracas Controller
    • Cha Cha Amigo Controller – EMS Production
    • Maracas Controller

 

fonte WIKIPEDIA

 

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CASSAcorporation Gaming, Retrogaming e altro ! Gioco ai videogames da quando sono piccolo, me ne innamorai utlizzando un clone di pong e da allora non ho acora smesso di giocare. Più in la negli anni, e nel tempo libero, ho deciso di scrivere un blog sulla mia passione.